Francesca Costa ci illustra, nel suo bellissimo racconto, tutte le emozioni di una gara particolare in cui, fatica, sentimenti e soddisfazione si incontrano, a volte inaspettatamente!

 

Un Trail!
E’ da così tanto tempo che non ne corro uno, che la mattina di domenica salto su dal letto felice come un bambino la mattina di Natale.
In effetti, salvo mostruosi vuoti di memoria, potrebbe essere addirittura dalla Cro Magnon che non gareggio su sentiero. Il che spiega perché, in cuor mio, 36 km mi sembrino relativamente pochi: anche se non sono allenata per farne bene nemmeno 20, anche se so che devo stare ancora attenta alla caviglia destra, eccetera.
Ma devo farlo: mi manca troppo, l’Ultra del Lago d’Orta si avvicina, io devo mettere km nelle gambe e soprattutto muoio dalla voglia.
Alla partenza, tante facce note, tanti “Grandi” sempre sorridenti, e una gran voglia di provare il percorso. Alle facce sorridenti e note si aggiunge Chiara, che insieme a me oggi porta la bandiera degli “Albenga Trailers” nel Marchesato: decisamente meglio della sottoscritta.
36 K, 2000 D+: l’altimetria promette montagne russe, un continuo salire e scendere, e non si smentisce.
Al terzo o quarto km la salita è quasi verticale, ci si arrampica con le mani, io mi giro per far passare un corridore più veloce di me e vedo Pablo Barnes. Perfetto, penso, ho già le allucinazioni. “Sbagliato strada”, ride lui, alla mia faccia allibita, e io lo prendo in giro: potrò vantarmi di aver tenuto dietro Pablo fino al quarto km!
Ma c’è poco da ridere: la giornata è caldissima, e si suda l’anima, metaforicamente e non. Si scollina una prima volta, e faccio un bellissimo pezzo di discesa in mezzo al bosco insieme a Chiara, poi lei prende distanza. Io so di non poter forzare e tengo il mio passo più lento: nonostante questo, la fatica sale. La testa c’è, le gambe anche, ma mi sembra di faticare a respirare. Arranco. Al 10° km, appena passato il primo ristoro, prendo una storta alla caviglia destra. Ovvio: dopo la distorsione, basta un nulla. Mi fa talmente male, subito, che ho paura di dover mollare. Ma decido di provare a scaldare via il dolore correndo, aiutata da un ragazzo di nome Andrea, conosciuto qualche km prima, che mi incoraggia e corre con me. Il dolore sparisce, e tra alti e bassi (soprattutto bassi) arrivo al ristoro del 19° km: con la vigliacca ma fermissima intenzione di farmi raggiungere dal cancello delle 4 ore e mollarla lì. Questo trail è durissimo è io sono spompata. Vaffanculo, mi dico, sto soffrendo troppo, non faccio più un passo, mi faccio portare via in elicottero….
Mi fregano gli automatismi istintivi: senza neanche rendermene conto, appena fermata ho riempito di nuovo la camel bag fino all’orlo, ho mangiato tutto quello che pensavo potesse farmi bene, mescolando tocchi di parmigiano all’uvetta e alle noci (Cracco dove sei??? L’abbinata è fantastica! Anche se forse è meglio buttarla giù con un buon vino, invece che con coca-cola e integratori salini…!!) e insomma mi sono preparata a continuare. Riparto. Maledicendomi, perché sono distrutta: ho la pressione bassa e la ferma convinzione che non ce la farò. Infatti dopo due minuti ho già cambiato idea, e voglio tornare al ristoro a formalizzare il ritiro. Peccato che, essendomi allontanata in discesa, per tornarci dovrei fare una rampa di salita che mi sembra insormontabile. Non ce la posso fare: e decido di procedere, abbandonando anche l’idea di sedermi per terra a piangere, dato che dopo non avrei la forza di rialzarmi. Come io arrivi al ristoro del 29° km, rimane per me un mistero. E’ tutta fatica, fatica pura. Grotta compresa, con tanto di discese attaccata alle corde. Ma a quel punto ho superato il limite: ho capito che anche se vado piano, anche se arrivo tardi, comunque oggi arrivo in fondo. Che mi sto allenando a non mollare, a sopportare meglio il dolore. Credo che sia difficile da capire per chi non fa sport di resistenza, ma che per chi ama la fatica sia un fatto quasi lampante. E’ così. La sofferenza in qualche modo sbiadisce, quando sai che ti serve, quando sai che è una scelta. E comunque, nonostante tutto, quanto è maledettamente bello… Ma torniamo al ristoro del 29°: dove arrivo distrutta, ma determinata. Vedo un completino di Emozioni Sport, e riconosco Michal. Il primo pensiero è: Madonna, sono così indietro che ha già finito ed è tornato ad aspettarmi… Invece scopro che ha avuto più crisi di me (lui però ha tirato come un pazzo all’inizio) e che è lì da quasi un’oretta a piluccare dal ristoro, deciso al ritiro. Ci raccontiamo in breve la gara fin lì, e lui si lascia convincere volentieri a proseguire con me: il mio passo tanto è molto più blando del suo, e anche se è stanco lo tiene facilmente. Sorrido: non abbiamo mai corso vicini, in gara. Questa è la prima volta che ne finiremo una insieme! Rincuorati, affrontiamo quella che dovrebbe essere l’ultima salita. Ovviamente non è l’ultima: non è mai l’ultima salita, in un Trail. Dio sa come fanno: ce n’è sempre un altro pezzo. Il bello dei Trail. Una delle tante cose belle. E poi si scende di corsa al Castello per un sentierino scosceso, un ultimo strappo, e si vola giù per la mulattiera, si rientra a Finalborgo, si taglia il traguardo…e dov’è finita la stanchezza, di colpo? Il fisico è esausto, ma la felicità è tale che saltello.
Felice di non aver mollato. Felice dei sorrisi intorno. Felice, felice.
Un trail duro, ma bellissimo. Che mette alla prova la tenacia e le gambe, ma che merita di essere corso: con qualche difetto organizzativo da sistemare, ma sono certa che l’anno prossimo andrà meglio…

This entry was posted on lunedì, ottobre 6th, 2014 at 07:25 and is filed under Articoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

3 commenti a “Trail del Marchesato by La Fra

  1. Fischio on ottobre 8th, 2014 at 16:55

    grande La Fra!!!!!
    Ci vediamo presto….

  2. mauro on ottobre 8th, 2014 at 18:37

    Un piacere leggerti e….essere tuo socio!!!!! Brava!!

  3. Andrea on ottobre 8th, 2014 at 21:02

    grande Francy, complimenti per la tenacia!!!

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