Domenica 27 Aprile si è disputata la 10^ edizione del Trail Aschero.

Tre le distanze in programma, 7km, 20km D+1000mt e 33km con D+ di 1500mt.

Ancora una volta sorprende Francesca Costa che si è cimentata sul percorso più lungo e difficile concludendo in 52° posizione assoluta con il tempo finale di 4h32’21”.

Bravissima Francesca, complimenti davvero.

Chissà quanti episodi accaduti in gara potrai raccontarci, attendiamo!

Fabrizio

Puntualmente arrivato il racconto di Fra del Trail Aschero, bravissima come sempre.

Quando apro gli occhi, domenica 27 aprile, la prima cosa di cui mi accorgo è la mia totale assenza di disfattismo. Il che, prima di una gara, è molto strano: ho sempre quelle buone mezz’ore in cui il piccolo demone appostato dentro di me cerca di boicottarmi: ma chi me lo fa fare, stavolta muoio di sicuro, in fondo non mi sento tanto bene, ecc..

Stavolta, nulla: sorrido, ho voglia di scherzare: neppure la minaccia di diluvio universale e la prospettiva di 33 Km sotto l’acqua riesce a demoralizzarmi. Sarà la corsa di venerdì che mi ha ridato fiducia, saranno gli incoraggiamenti degli Albenga Runners, sarà la forma fisica nettamente migliore: io stamattina sento di farcela.

Alla partenza pioviggina. Decido che fa comunque troppo caldo per tenere la giacca a vento, e parto in maglietta: se proprio viene l’Armageddon, mi coprirò. Ma tanto il Presidente ha detto che le previsioni sbaglieranno, e io sono molto propensa a crederlo. 🙂

E’ un trail strano rispetto ai due che ho già fatto: molto più corribile, con un dislivello di “soli” 1700 m spalmati sulla distanza. Il che mi ha convinta a iscrivermi alla lunga, ma mentre corro mi rendo conto che…non so mica se ci riesco, io, a correre per 33 km!! Per fortuna le salite non mancano: non appartengo (non ancora!!) ai Supereroi che riescono a correre anche in salita, quindi cammino, anche se a passo spedito, e  rifiato un po’. Io amo i trail, a costo di ripetermi. E questo ci regala paesaggi incantevoli: corriamo attraverso boschi che sembrano usciti dalle favole, spuntiamo dai sentieri su rocce che si affacciano sulla vallata e si sporgono fino al mare, scendiamo pendii dolci, tra i profumi delle piante. C’è un bel po’ di sterrato, oltre al sentiero. Impegna un po’ meno, ma invoglia a correre: mi ripeto di non esagerare, che i km sono tanti…eppure, nemmeno per un istante in tutta la gara avrò la sensazione, o la paura, di non farcela.

Al 15° km circa, risaliamo delle rocce abbastanza ripide. Sono sola, ma ho un gruppetto più avanti, a qualche centinaio di metri. Il volontario mi dice: qui spiana un po’, puoi rifiatare. Io li adoro, i volontari. Ti incoraggiano sempre – a volte troppo, arrivando a mentire senza ritegno sui km mancanti o sulle salite residue. In questo caso è l’esatto opposto: altro che spianare! Il sentiero precipita, letteralmente. Sprofonda nel bosco tra gli alberi, velocissimo, senza pietre, un vero sogno. In fondo alla discesa, ho ripreso il gruppetto. C’è una sola donna, e insieme a lei ci stacchiamo pian piano dagli uomini dopo averli superati: mi sembra un miracolo. Ma ho fiducia nelle mie gambe e anche in questa ragazza, che ha le gambe di una che corre molto più di me, e tiene un passo bellissimo, costante, leggero. La seguo: in certi strappetti di salita lei corricchia, io cammino. Riesco a starle dietro solo perché ho le gambe più lunghe, ma è bello correre con qualcuno, e anche se lei ne ha visibilmente di più, per alcuni km – cinque, sei, non so esattamente quanti – corriamo una a fianco all’altra, una dietro l’altra: non ci diciamo una parola, ma mi sento incoraggiata dalla sua presenza, e le sono grata perché ” mi tira”, stando avanti, e non è poco quando i Km sono tanti… Quando non riesco a proseguire al suo passo, e resto un po’ indietro, non manca molta gara.

Ho tenuto a mente l’altimetria, sbirciato il roadbook: in cima all’ultima salita so che è l’ultima, mi dico ad alta voce: è fatta!, e affronto la discesa. 7-8 km, ho il cuore leggero perché mi sento ancora molto in forma, cerco di allungare il passo ma, dopo un paio di km, complice la discesa, dei doloretti al fianco mi costringono a rallentare. Penso al mio ritiro dalla Mezza, e sorrido pensando che qua non mi fermo nemmeno se mi sparano: sto troppo bene, sono troppo felice, e le fitte sono gestibili. Cammino un pochino, va molto meglio: faccio gli ultimi km con una prudenza impaziente, e una gratitudine verso il mio corpo che dopo tutto si è comportato benissimo. Scendo in paese, l’ultima curva, il traguardo là in fondo…non accelero, mi godo l’emozione di avercela fatta, la fatica, e mentre penso che questo regola davvero il conto della mia Mezza, taglio il traguardo. Una lacrima mi scende, ma è piccola piccola, di gioia, e tanto sono così sudata che non se ne accorge nessuno… 🙂 Poi: doccia calda, birra e spaghetti al pomodoro. Come potrei stare meglio? 🙂

Fra

 

 

 

 

This entry was posted on martedì, aprile 29th, 2014 at 21:56 and is filed under Articoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

Un commento a “Trail Aschero by Fra

  1. marco godino on maggio 5th, 2014 at 20:33

    Bellissimo…

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