Trial del Monte Casto, Andorno Micca (BI), 28.10.12

Che dire? Come ogni anno, la trasferta al Trial del Monte Casto è sempre una festa, un’occasione conviviale. E, secondo me che di Trial ne faccio comunque pochi, racchiude lo spirito “puro” di evento che ogni gara (trial o asfaltata) dovrebbe avere. Organizzazione perfetta, un sorriso da parte di tutti alla partenza, lungo il percorso ed all’arrivo. La fatica che si prova durante la gara viene ampiamente compensata nel “pre” e “post”. Il mio personalissimo giudizio tecnico della gara è che, se rapportato al Trial del Picarù (praticamente queste due sono le gare Trial che frequento maggiormente), il Monte Casto sia leggermente più impegnativo, sia come pendenze, che come fondo dei sentieri. La vegetazione è parecchio più varia ed assortita (il sentiero che si percorre nella foresta di pini che anticipa la vetta del Monte passa in uno scenario da fiaba), ed i sentieri sono nella maggior parte del percorso limitati al passaggio di una persona per volta, rendendo obbligatorio chiedere “permesso” in caso ci sia da sorpassare qualcuno.

Quest’anno poi le “favorevoli” (per il divertimento, non certo per gli organizzatori…) condizioni meteo hanno accentuato il tutto: pioggia alla partenza, fango durante la salita, neve in cima, e fango ancora in discesa e nella salita della seconda parte. Stare in piedi era un’impresa, un mix tra “Holiday On Ice” e le ballerine del Bolshoi di Mosca.

Il meteo però è stato quindi da una parte un punto positivo, ma dall’altro negativo: ho deciso all’ultimo di non portare Wanda, per non rischiare che si facesse male o che cadesse in qualche rupe. Dopotutto, se mi faccio male io, chi se ne frega?

Rimane la lacrimuccia che ho versato quando ho scoperto che Mau (il Deus-ex-Machina della gara) aveva stampato un pettorale personalizzato appositamente per Wanda, che non ho potuto farle indossare.

Ogni giorno imparo qualcosa: effettivamente ho scoperto ieri che l’utilità dei bastoncini che qualcuno utilizzava in salita è direttamente proporzionale alla rottura di coglioni che subiscono gli altri che stanno dietro o mentre sorpassano. Nei (neppure troppo pochi) sorpassi che sono riuscito a fare, avevo una paura matta di essere spiedinato. Purtroppo questi si accorgevano delle mie intenzioni di sorpasso solo quando glielo chiedevo. Ma, cazzo, non sentivano il mio respiro o il rumore dei miei passi, neppure troppo leggeri???

Bastoncini a parte, gli assenti come al solito si sono persi un’occasione unica. Chissà se l’anno prossimo Mau riuscirà ad avere le stesse condizioni meteo di ieri?

Pagliotz.

PS: il crono è ovviamente relativo, ma volevo “ringraziare” sentitamente il fango per non avermi permesso di fare almeno un minuto meno dell’anno scorso, bensì 10′ in più… Ma alla fine che mi frega? 🙂

 

PPS: qui il link alla mia “prestazione”: http://www.runtastic.com/it/utenti/Paolo-P-/sessioni-sportive/30385460

 

This entry was posted on lunedì, ottobre 29th, 2012 at 15:56 and is filed under Articoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

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