Prova superata a Berlino per i nostri esordienti in maratona.

Diego Delfino è riuscito addirittura a rimanere abbondantemente sotto le quattro ore, classificandosi in 11394° posizione assoluta con il tempo di 3h50’11”. Paolo Michelis ha concluso in 4h27’59” ottenendo la 20470° posizione assoluta. Questo nonostante i problemi fisici accusati da entrambi in questo ultimo mese di preparazione. Ci aspettiamo da loro un resoconto di questa splendida esperienza e dopo questa “prima” li attendiamo alla prossima maratona con l’obiettivo di migliorarsi ulteriormente in questa sfida infinita con se stessi che rappresenta l’essenza di questa corsa. A Giacomo Molle va un’ottima 10148° posizione assoluta in 3h45’33” e il grande merito di aver “avvicinato” i nostri amici al mondo affascinante delle maratone.

Benvenuti ragazzi!

Fabrizio

This entry was posted on domenica, settembre 30th, 2012 at 14:35 and is filed under Articoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

3 commenti a “maratona di Berlino

  1. Ugo on settembre 30th, 2012 at 18:38

    Complimenti a tutti e tre!

  2. Andrea on ottobre 1st, 2012 at 09:56

    Bravi ai tre Moschettieri Berlinesi…. spero che abbiate festeggiato gli ottimi risultati conseguiti, con fiumi di birra….

  3. Diego on ottobre 8th, 2012 at 11:02

    Carissimo, erano tante le preoccupazioni e le aspettative di fronte alla “sfida” della Maratona.
    Io e Paolo abbiamo iniziato a correre 11 mesi fa e mai e poi mai avremmo pensato di poter intraprendere questa avventura: per noi le domeniche mattine (h6:00)a correre erano una curiosità, erano un modo per essere pronti. Come ben saprete è tanta la fatica (fisica e organizzativa)nei mesi della precedenti e un mese e mezzo fa quando Paolo si è infortunato si è incrinato tutto: naturalmente la sua preparazione ma anche la mia voglia di rimanere costante, la mia preoccupazione di farmi anch’io male ha spento tutte le aspettative e ha fatto spazio alla paura che è sfociata in un azzeramento dell’allenamento. Paura di non farcela, paura di aver buttato tutto quel tempo via, sprecato.
    Vi dirò invece che partecipare alla Maratona si è rivelata una delle gioie più intense che negli ultimi anni mi è capitato di provare: ho assistito e ho fatto parte di un’enorme spettacolo, ma uno spettacolo strano, limpido e pulito, senza finzione (un rito quasi). Quell’enorma massa di energia che veniva utilizzata da tutti i corridori per resistere sembrava potesse trasformarsi e catalizzarsi negli spettatori, che la assorbivano e a loro volta la rigiravano con entusiasmo: chi urlava, chi suonava, chi ti incitava chiamandoti per nome, chi si era portato gli energetici da casa e provava a passarteli dal bordo strada. Paolo mi ha raccontato che in un particolare momento di difficoltà, si era fermato per i crampi e un tedesco in italiano addirittura gli ha ordinato di ripartire (e sappiamo quanto ci tengano agli ordini…). Erano troppe le mie emozioni ed al 29 km. ho pure singhiozzato nel vedere un uomo di circa 45 anni che correva vicino ad un’ anziano e sulla schiena aveva scritto ( I RUN WITH MY FATHER).Permeato da questa atmosfera mi sono ritrovato al 40°km quasi senza accorgermene, passavo da un bordo all’altro della strada anche solo per dare un cinque ad un bambino, applaudivo chi suonava anche per me e continuavo a guardare gli altri,cercavo di pensare al motivo che aveva portato ognuno ad essere lì e non trovavo il mio… Probabilmente ci sono tanti motivi che si accavallano (sfida con se stessi, autostima, dimagrire, fumare meno, sentirsi meglio) ma forse quello che più mi ha affascinato è il sapore che ti da in questi casi la consapevolezza del trascorrere del tempo: puoi sprecarlo, può pesarti enormemente oppure puoi gestirlo, insomma puoi possederlo e utilizzarlo anche paradossalmente per dimenticarlo, vinto dalla gioia di esserci.
    Naturalmente vorrei ringraziare Giacomo, che ci ha accompagnato con consigli utilissimi, Paolo, che mi ha spronato più volte ad andare ad allenarmi e mia moglie, che ha avuto tanta, ma tanta pazienza e che ha passato tutta la mattina della maratona a cercare di intercettarmi vanamente per darmi il marsupio con l’enervit che avevo dimenticato in albergo….. ciao e scusate per la lunghezza dei pensieri, sarà solo per stavolta!!!!

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