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Carissimi internauti runner

Lo scorso 4 Gennaio si è corsa nel lontano Trentino, in Val di Non, la 36° Edizione della “CIASPOLADA”.
Arrivo a questa gara dopo una lunga preparazione, sicuro di cogliere un risultato di rilievo e conscio delle mie possibilità su un tracciato che si adatta perfettamente alle mie caratteristiche e alla lunga esperienza nella corsa sulla neve. Non bastasse quella sulla strada
Decido, infatti, di parteciparvi ben una settimana prima !!!
Io so benissimo cosa vuol dire farsi cogliere impreparati ad un appuntamento agonistico e ho intenzione ancora una volta di non perdere un’occasione, peraltro così invitante.
Parto per il Trentino in vista delle vacanze Befanifere, arrivo a destinazione e alla vigilia della gara, dopo una “riposante” giornata sugli sci, vado a ritirare il pettorale e le ciaspole (racchette da neve in dialetto Noneso) con cui inizio a prendere dimestichezza facendo i primi passi su un pendio innevato.
Nonostante la mia accurata conoscenza dell’attrezzo, il consiglio di una persona sconosciuta non si rifiuta mai ed è proprio grazie ai preziosi suggerimenti ricevuti che decido di affrontare la gara con l’attacco chiuso in modo che scarpa e ciaspola faccia corpo unico; ormai ho le idee ben chiare: mi sento pronto” e che ci vuole”????
La mattina mi alzo dopo una notte insonne ( a me viene sempre il dubbio che la sveglia smetta di funzionare proprio nel momento in cui serve) mi avvio a piedi verso la zona di partenza – uno spettacolo-, una folla di gente che inizia il riscaldamento, loro malgrado, a piedi lungo una salita che conduce al luogo del fatidico START; infatti, la strada che vi ci porta è stata provvidenzialmente chiusa al traffico.
Io chiedo a mia moglie Carla, mia fedele accompagnatrice, un ultimo sforzo e inizio a sorpassare il gruppone in uno slalom tra famiglie, runner provenienti da tutta Italia e dall’estero, immerso in un curioso vociare di cadenze e dialetti diversi.
Raggiungo in fretta la vetta, inforco le ciaspole, ma mancano ancora 20 minuti alla partenza, vicino a me un tipico scalatore di montagne(fisico asciutto e barba incolta)chiede gentilmente a me e Carla se abbiamo le mani calde per potergli allacciare le scarpe visto che le temperature non proprie caraibiche(il termometro segna -12°) rendono le mani inservibili; ed è così che vengo a conoscenza dell’esistenza di ciaspole molto diverse da quelle ai miei piedi(come dire… sono proprio più tecniche e leggere), lui mi chiede di fargli 3-4 nodi semplici uno sopra l’altro stretti al massimo ed esclamo: ”Sicuro?”lui annuisce, io eseguo, quasi a toglierli quel poco di sensibilità rimasta ai piedi anche se dentro me viene un po’ da sorridere pensando a quando per togliere le scarpe dovrà inevitabilmente tagliare le stringhe.
Comunque il tipo si toglie il giaccone e compare ai miei occhi un bel pettorale color giallo con stampato il n°11; ”porca vacca, dico a Carla, questo è uno che va”.
Io, iscritto alla competitiva (mai perdere l’occasione di misurarsi col tempo) ho un pettorale fondo bianco n° 360 in rosso e un po’ di invidia verso quel pettorale giallo che sa tanto di ”io sono tra i primi”.
Ad un certo punto mi rendo conto che il tempo sta passando ed io non sono ancora schierato al via; mi avvio baldanzoso facendomi spazio tra una folla di gente(più di 6mila al via) avanzando a piccoli passi effetto pinguino (tipico passo cadenzato con ciaspole) attraverso un corridoio fettucciato e raggiungo lo spazio riservato ai “competitivi”.
Davanti a me i top runner all’interno della loro griglia di partenza si stanno scaldando creando una specie di danza tipo “tribù indiana intorno al fuoco”.
Sarà il freddo che ha ormai bloccato tutte le funzioni vitali, sarà l’emozione di essere lì davanti ma io mi sento molto bene sono pronto a partire, ma….il riscaldamento? E vabbè sarà per la prossima volta. C’è tensione nell’aria , lo speaker annuncia la partenza e…pam, lo sparo!
Parto a razzo, pochi metri e sono sui pettorali gialli, non proprio tutti, ma comunque sto bene, sembro non far fatica e a distanza di poche centinaia di metri mi rendo conto che correre immersi nella natura ti apre il cuore(a rischio di spaccartelo) poi, siccome sono fortunato, quest’ anno vista l’abbondanza di neve si è potuto optare per il percorso di 8 km più duro e ricco di saliscendi.
Infatti, affronto la prima salita arrivo a metà e poi… a piedi, i battiti sul cardio schizzano in alto e rischio l’infarto, arrivo sulla sommità e poi giù, mi riprendo un attimo, ma sembra sia passato un secondo prima della successiva salita.
Siamo al 3° km e do un’occhiata al tempo e lì mi accorgo di non aver fatto partire il cronometro-diavolerie tecnologiche o Alzheimer?- non c’è tempo di pensarci anche perché mi sembra di fare un po’ troppa fatica a correre.
Al 4° km prendo una decisione importantissima: sgancio l’attacco della ciaspola, incurante del consiglio ricevuto il giorno prima, il piede sembra finalmente correre più libero se non che una sorda ciabattata accompagna ritmicamente ogni passo di corsa e vabbè: samba!!!
Comunque mi riprendo un po’ ma ci pensa un suggestivo passaggio all’interno di un paese su neve riportata sulla strada asfaltata a farmi capire che non è ancora finita; i piedi affondano in maniera decisa mancano ancora 100 mt., poi 50 la luce si è spenta ma, orgoglioso, davanti ad un pubblico numeroso un ultimo scatto, finalmente l’arrivo, mi piego in due dalla fatica, inizio a tossire ma appena mi riprendo chiedo: quand’è la prossima? (vai a capire questi runner!)
A proposito”lo scalatore di montagna” tal Antonio Molinari lo rivedo sul palco,ha ancora le scarpe ben salde ai piedi ed è arrivato settimo, si tratta di un pluricampione di corsa in montagna e poooi….. chissà, se mi fossi allacciato un po’ meglio le scarpe pure io?

Per finire la lotteria della Befana con premi veramente fantastici non mi sorride, ma io sono stato già ampiamente ripagato da questa fantastica giornata, complimenti all’impeccabile organizzazione e un caloroso arrivederci al prossimo anno.

Fattor Fabrizio 191° in 41’ 02” (un po’ più di 15 min. dal 1° ma va bene così).

ciaspolada09

This entry was posted on mercoledì, novembre 11th, 2009 at 14:27 and is filed under Articoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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